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Farmaci per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività e rischio di eventi cardiovascolari gravi in adulti giovani e di mezza età


Più di 1.5 milioni di adulti negli Stati Uniti utilizzano stimolanti e altri farmaci indicati per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività ( ADHD ).
Questi farmaci possono aumentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, facendo sorgere dubbi sulla loro sicurezza cardiovascolare.

Uno studio ha valutato se l’attuale utilizzo di farmaci prescritti in linea primaria per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattività sia associato a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi in adulti giovani e di mezza età.

Lo studio retrospettivo, di coorte ha utilizzato dati sanitari elettronici da 4 centri di studio ( OptumInsight Epidemiology, Tennessee Medicaid, Kaiser Permanente California e HMO Research Network ), a partire dal 1986 in 1 sito e terminando nel 2005 in tutti i siti, con ulteriore valutazione delle covariate utilizzando dati raccolti nel 2007.

I partecipanti erano adulti di età compresa tra 25 e 64 anni che avevano ottenuto prescrizioni per Metilfenidato ( Ritalin ), anfetamine o Atomoxetina ( Strattera ) al basale.

Nello studio, ciascun utilizzatore di tali farmaci ( n=150.359 ) è stato associato a due non-utilizzatori per ogni sito di studio, anno di nascita, sesso e anno di calendario ( 443.198 utilizzatori e non-utilizzatori totali ).

Le principali misure di outcome erano gli eventi cardiovascolari gravi, inclusi infarto del miocardio, morte cardiaca improvvisa o ictus, con confronto tra attuali o nuovi utilizzatori e utilizzatori remoti in modo da tener conto di potenziali bias legati a utilizzatori sani.

Nel corso del follow-up di 806.182 persone-anno ( mediana, 1.3 anni per persona ), sono stati osservati 1.357 casi di infarto del miocardio, 296 casi di morte cardiaca improvvisa e 575 casi di ictus.

Sono stati identificati 107.322 persone-anno di uso corrente ( mediana, 0.33 anni ), con un’incidenza cruda per 1.000 persone-anno di 1.34 per infarto del miocardio, 0.30 per morte cardiaca improvvisa e 0.56 p rictus.

Il rate ratio ( RR ) aggiustato per variabili multiple di eventi cardiovascolari gravi per uso corrente versus non-uso di farmaci per sindrome da deficit di attenzione e iperattività è stato di 0.83.

Tra i nuovi utilizzatori di tali farmaci, il rate ratio aggiustato è stato 0.77.

Il rate ratio aggiustato per uso corrente versus uso remoto è stato pari a 1.03; per nuovo uso verso uso remoto 1.02; il limite superiore di 1.28 corrisponde a un’aggiunta di 0.19 eventi per 1.000 persone-anno nella fascia di età 25-44 anni e 0.77 eventi per 1.000 persone-anno in quella 45-64 anni.

In conclusione, tra adulti giovani e di mezza età, l’uso corrente o nuovo di farmaci per sindrome da deficit di attenzione e iperattività, rispetto al non-uso o all’uso remoto, non è risultato associato a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi.
Apparenti associazioni protettive rappresentano probabilmente bias legati a utilizzatori sani. ( Xagena2011 )

Habel LA et al, JAMA 2011; 306: 2673-2683

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